150 anni fa, il 16 febbraio 1876, nasceva a Paganica (L’Aquila) Gioacchino Volpe, uno dei più grandi storici italiani del Novecento. Nell’anniversario si è tenuta nel capoluogo abruzzese la cerimonia di premiazione della seconda edizione del “Premio Gioacchino Volpe, riconoscimento letterario promosso dal Comune, quest’anno inserito nel programma ufficiale dell’Aquila Capitale della Cultura 2026. A Palazzo Spaventa, nel capoluogo abruzzese, la giuria presieduta da Gianni Letta e composta da Gaetano Quagliariello, Antonio Polito e Bruno Vespa, ha celebrato l’eccellenza della saggistica storica nazionale.
Per la sezione intitolata a “Gioacchino Volpe”, dedicata alla letteratura storica in onore dello studioso, il massimo riconoscimento è stato assegnato a Tommaso Piffer per l’opera Sangue sulla resistenza. Storia sull’eccidio di Porzus (Mondadori, 2025), un volume che affronta una delle pagine più complesse della nostra recente storia nazionale.
“Il Premio Gioacchino Volpe – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – è uno strumento fondamentale per valorizzare la ricerca storica e il pensiero politico, ma anche per rafforzare il ruolo dell’Aquila come città della cultura, del confronto e della memoria. In un anno simbolico come quello di Capitale Italiana della Cultura, questo appuntamento assume un significato ancora più forte”.
Il 14/15 dicembre 2023, per iniziativa dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea, si è tenuto all’Aquila un convegno nazionale di studi sulla figura dello storico sul tema “Gioacchino Volpe nell’Italia contemporanea”.
Gioacchino Volpe è morto 55 anni fa, il 1º ottobre 1971, a Santarcangelo di Romagna (Rimini), dove è vissuto per decenni e dove è conservato, nella Biblioteca Statale Antonio Baldini, il suo prezioso archivio privato, donato dalla famiglia. Per ricordare lo storico la Biblioteca ha organizzato un incontro che si terrà sabato 21 febbraio.
Alle ore 17 la sala Baldini ospiterà la relazione del prof. Giovanni Belardelli, “Gioacchino Volpe e noi”, che presenterà al pubblico la figura dello storico. A seguire, il giornalista Gianni Scipione Rossi introdurrà la presentazione degli atti del convegno, raccolti e pubblicati nel 2025 dallo Iasric con Rubbettino editore. Sul volume – curato degli stessi Belardelli e Rossi – si confronteranno il professor Roberto Balzani e il prof. Federico Mazzei. In conclusione, la direttrice facente funzione della Baldini, Simona Lombardini, offrirà ai presenti un aggiornamento in merito all’archivio di Gioacchino Volpe custodito presso la biblioteca santarcangiolese.

Giovanni Belardelli è stato professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: “Il Ventennio degli intellettuali. Cultura, politica, ideologia nell’Italia fascista” (Laterza 2005), “Mazzini” (Il Mulino 2010), “Il Corriere durante il fascismo. Profilo storico” (Fondazione Corriere della Sera 2021) e “Il tramonto del passato. La crisi della storia nella società contemporanea” (Rubbettino 2025).
Roberto Balzani è professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, del quale è attualmente direttore. Il 9 gennaio 2024 è stato nominato dal Ministero della Cultura presidente del Museo della Liberazione di via Tasso a Roma. Fra le sue ultime pubblicazioni “I luoghi del Risorgimento” (Bologna, Il Mulino, 2024).
Gianni Scipione Rossi è giornalista. Ha diretto l’informazione parlamentare della Rai, il Centro di formazione e la Scuola di giornalismo di Perugia. Studioso di storia contemporanea, è Presidente emerito della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, membro del Consiglio d’Indirizzo dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, designato dal Ministero della Cultura, e del Comitato Direttivo dello Iasric. Tra i suoi ultimi lavori: “Ladri di biciclette. L’Italia occupata, la guerra civile 1943-1945, la memoria riluttante” (2023), “L’America di Margherita Sarfatti. L’ultima illusione” (2021), “Attilio Tamaro: il diario di un italiano” (2021).
Federico Mazzei è professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Umane della Libera Università Maria SS. Assunta (LUMSA). I suoi studi si concentrano sulla storia politica e culturale dell’Italia contemporanea, con particolare attenzione ai rapporti tra cattolicesimo, liberalismo e antifascismo, e alla figura di Alcide De Gasperi. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “De Gasperi. Interviste (1944-1954). Edizione critica” (a cura di, 2025), “C’era una volta la stampa democristiana. Il «Giornale del Mattino» di Ettore Bernabei nella Firenze di Giorgio La Pira (1951-1956)” del 2023 e “Cattolici di opposizione negli anni del fascismo. Alcide De Gasperi e Stefano Jacini fra politica e cultura (1923-1943)” del 2020.

