Giovedì 25 giugno, alle 17.30, nella sala Santa Chiara, in via Tornetta a Perugia, l’Associazione Italia Israele ha presentato il nuovo libro del giornalista Nathan Greppi “Face-checking su Israele. L’altra faccia della storia” (Lindau Edizioni, 2026). L’autore ha dialogato con il presidente dell’Associazione Alberto Krachmalnicoff, con il consigliere nazionale della Federazione Associazioni Italia-Israele Gianni Scipione Rossi, autore della prefazione, con la sociologa Mara Jogna Prat, con il saggista Andrea Maori e con il giornalista Emanuele Lombardini.
Nel panorama del dibattito pubblico contemporaneo, raramente un tema è stato vittima di una tale saturazione ideologica come il conflitto israelo-palestinese. In “Fact-checking su Israele” Greppi si assume l’arduo compito di decostruire le narrazioni distorte, opponendo alla semplificazione mediatica un rigoroso esercizio di verifica delle fonti. Il cuore del volume risiede nell’analisi del linguaggio e delle strategie manipolatorie.

Uno dei contributi più lucidi del saggio riguarda il confine sottile tra critica politica e antisemitismo. Greppi analizza come l’antisionismo venga spesso strumentalizzato per sdoganare pregiudizi storici, trasformando il rifiuto del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico in una forma contemporanea e socialmente accettata di odio antiebraico. Il libro non risparmia critiche al sistema informativo internazionale, accusando parte dei media, delle ONG e di alcune agenzie dell’ONU di una parzialità cronica e di una pericolosa accondiscendenza verso le teorie complottiste.

Particolarmente documentata è la disamina sulle influenze geopolitiche esterne: dall’Iran – che alimenta il conflitto non solo attraverso il supporto alle milizie, ma anche tramite un imponente e sofisticato apparato di disinformazione digitale – al ruolo del Qatar, descritto come un perno di influenza politica e culturale nel contesto mediorientale. “Fact-checking su Israele” non è solo un’opera in difesa delle verità su uno Stato, ma anche un manifesto per un’informazione consapevole. Partendo dal tragico ricordo del massacro del Nova Music Festival, l’autore richiama il lettore alla responsabilità: solo attraverso la conoscenza dei fatti e il rifiuto del dogmatismo ideologico è possibile restituire dignità al dibattito pubblico e sottrarlo alla spirale della manipolazione.

