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La Russa, un buon segnale

Ottobre 13, 20220

Buona la prima. Ignazio La Russa è stato eletto Presidente del Senato, dunque seconda carica dello Stato. La legislatura comincia bene. Anche grazie a quei voti che gli sono stati dati fuori dal perimetro del centrodestra.

Può sembrare un paradosso. In parte lo è. Ma per altri versi è un segnale positivo. Ci sono stati, nell’elezione del presidente di Palazzo Madama, scontri all’ultimo voto. Nemici contro nemici. Forse è la volta buona che maggioranza parlamentare e opposizione si considerino avversari, non nemici.

Sotto questo profilo conta più il Senato della Camera. La Russa sarà, appunto, il “vice”, un ruolo istituzionale di altissimo valore, non solo simbolico. Credo che saprà svolgerlo al meglio. Ha esperienza, capacità, cultura. È uomo dello Stato e della Nazione.

La cronaca politica, poi, è fatta anche di altro. Il non voto di Forza Italia è una notizia, ma non stupisce più di tanto. È legato alle trattative per i prossimi incarichi nel governo che nascerà. Ci sono sempre state. In una democrazia è normale. I rimpasti di governo nel “prima repubblica” assumevano caratteriste da scontri all’ultimo sangue. Quindi ci sta tutto. Anche le liti.

Quel che interessa al Paese è che nasca un governo solido, con un programma chiaro, capace di gestire una fase difficilissima sotto ogni profilo. Parlando poco e lavorando molto in questi giorni Giorgia Meloni ha già ampiamente dimostrato di avere la stoffa.

Molti si sbracciano nel darle consigli. E molti di questi aspiranti “consiglieri” tornano spesso a parte sottolineare la necessità di staccarsi dal suo passato. È un disco rotto. Manco fosse stata una Giovane Italiana. I “consiglieri” non riescono a capire che il mondo è cambiato e che la Meloni guarda al futuro. Non è lei che sta nel passato, sono i “consiglieri” a essere prigionieri di una polemica antica, che cinquanta anni fa si poteva comprendere, ma oggi non ha alcun senso.

Guarda il caso l’elezione di La Russa, con quei voti sparsi, dimostra proprio questo. Vorrei che gli acuti suggeritori cambiassero canale. Se ne sono capaci. Ma dubito.

Piuttosto, da dove vengono quei 17 voti? I cronisti sono alla caccia dei “colpevoli”. È il loro difficile mestiere. Negano tutti, ovviamente. Il Pd, ovvio. Renzi si scansa. Qualcuno immagina i grillini. I senatori a vita. Tutto è possibile. Ormai è gossip. La verità non la sapremo mai. Sappiamo, invece, che non pochi senatori hanno apprezzato la figura di un collega appartenente a uno schieramento avverso. È una buona notizia. Riguarda la civiltà di una Nazione. La nostra.

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L’immagine in evidenza non è scelta a caso. Liliana Segre, che ha presieduto la prima seduta del nuovo Senato, ha fatto un discorso importante. Importanti sono anche i fiori. Mi è tornato in mente una giornata di tanti anni fa, 19 per la precisione, quando Ignazio La Russa mi volle a Milano per parlare di questi temi. Fu una bella giornata.

Qui il discorso di Liliana Segre:

https://www.corriere.it/politica/22_ottobre_13/liliana-segre-discorso-senato-4de617ba-4ad4-11ed-af07-ed29c94b727b.shtml

Qui il discorso del neo presidente La Russa:

 

Qui l’evento milanese del 2003:

 

 

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