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Libri. Quando Hitler scalava le classifiche in Italia

Dicembre 6, 20222

Alzi la mano chi non ha mai dato almeno una scorsa alle classifiche dei libri più venduti. E la rialzi chi non si è mai convinto di compare un libro dopo aver notato il titolo ai primi posti. Diciamo tra i primi dieci o venti. In questi giorni, poi, sbirciare non basta. Natale si avvicina e regalare un libro costa poco ed è sempre un pensiero gradito. Almeno così crede chi fa questa scelta in mancanza di idee migliori, quando proprio non ti viene in mente nulla per un amico/amica, un parente, un nipote. Grazie a questa rincorsa al titolo “potabile”, d’altra parte, le librerie tradizionali riescono a sopravvivere.

Le classifiche sono ormai ovunque, e influenzano omaggianti e omaggiati. Anche se gli omaggianti si illudono di aver fatto la scelta giusta. A meno che non si conoscano con precisione le preferenze degli omaggiati, di norma i libri regalati non vengono neppure aperti. Spesso si ritrovano sulle bancarelle, per liberare gli spazi casalinghi. Occhio alle dediche, dunque. Comunque regalateli, la cultura deve girare, in un modo o nell’altro.

Le classifiche hanno un effetto distorsivo, naturalmente, come tutta la pubblicità. Come l’esposizione in vetrina e le pile nelle librerie. Se il romanzo tale è primo, o secondo, o terzo, facilmente continuerà a lungo la sua corsa. Se è al vertice, deve essere bello. Non sempre è vero. Vale anche per i detersivi. Non sempre sono buoni, anche se famosi.

Sono sincero, pensavo che le classifiche fossero un’invenzione moderna, una cosa da secondo dopoguerra. Chissà perché. Invece ho scoperto quello che gli esperti di editoria libraria immagino sappiano perfettamente. Il fenomeno comincia molto prima. Non ci avevo mai fatto caso. Le recensioni esistono da quando esistono giornali e riviste. Per autori ed editori sono come vincere una caccia al tesoro. Più se ne parla meglio è. Meglio qualche riga critica che niente. Le classifiche credo siano più recenti.

L’ho scoperto per caso, sfogliando un vecchio settimanale letterario romano: “Meridiano di Roma”. Sottotitolo: “Italia letteraria, artistica e scientifica”. Era nato nel 1925, come “Fiera Letteraria”, poi cambiò nome. Chiuse nel 1943.

Io dovevo scorrere i fascicoli del 1937-1938. Così mi sono imbattuto nelle classifiche. Fonti, dichiarate, erano all’inizio 25 librerie di tutta Italia, da Nord a Sud, da Torino a Milano, a Trieste. Da Roma a Napoli, da Catania a Cagliari. All’epoca, anche se può sembrare un paradosso, i libri si vendevano. C’era sì la radio, ma non diffusissima. La televisione nacque nel 1939, ma gli apparecchi erano sono a Roma e Milano, al massimo cinquemila. Si leggevano giornali, riviste e libri. Fortissimo era il filone “rosa”. Memento Liala.

Ebbene, quali titoli andavano per la maggiore nel 1937? Nella narrativa non mi aspettavo troppi autori stranieri. Invece erano numerosi. E anche questo definisce un’epoca. Primo in classifica, nella settimana che ho preso ad esempio, Thomas Mann, con Giuseppe in Egitto. Terzo Cronin, quinto Kipling, sesto Foldi, ottavo Simenon, ancora Cronin. Gli italiani erano Civinini secondo, il grande Fraccaroli, il Fraka del “Corriere della Sera”, poi Paola Drico, D’Ambra, Zavattini e Panzini.

Non era come oggi. Le categorie erano solo due. Nelle “altre opere”, cioè saggistica e varia, spunta Alexis Carrel con L’uomo questo sconosciuto. All’undicesimo posto Paolo Orano, con l’antisemita Gli ebrei in Italia. Al dodicesimo Adolfo Hitler, con La mia battaglia. In un’altra è quinto. Batte persino le ricette di PetronillaMi fermo qui. Ho detto tutto. Non vorrei scoprire un Hitler primo in classifica. Eppure, sicuramente c’è stato. Anche le classifiche dei libri più venduti spiegano la storia. Meglio di tanti storici. E comunque i primi in classifica non sempre sono i migliori.

 

2 comments

  • Cesare Manfroni

    Dicembre 6, 2022 at 7:33 pm

    Interessante! Ripercorrere il passato “in proprio” senza la mediazione o peggio ancora la manipolazione di commentatori armati di pregiudizi o più o meno schierati è quanto mai importante per conoscere, e valutare oggettivamente. Grazie come sempre , caro Gianni, per le tue stimolanti provocazioni.

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    • Gianni Scipione Rossi

      Dicembre 6, 2022 at 8:30 pm

      Grazie a te, caro Cesare

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