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Il generale e la stampa “amica”

Gennaio 17, 20240

Sono settimane che mi faccio una domanda, senza riuscire a trovare una risposta certa. Perché, mi chiedo, alcuni giornali non lasciano passare un giorno senza trovare il modo di parlare del generale Vannucci, Vannetti, Vannacci, o come si chiama? Ci fosse una notizia, capirei. Ma le notizie latitano. A parte quelle relative al suo nuovo incarico, al procedimento disciplinare in corso e alla sua iscrizione a un sindacato critico del governo. Sarà sanzionato? Non lo sarà? Non lo sappiamo. Lo sapremo. La “sentenza” potrà piacerci o non piacerci, ma non tocca a noi decidere. Io continuo a credere che sia inopportuno che un alto dirigente delle Forze Armate se ne esca con un libro più che scritto vomitato. Uno sfogo sconnesso da Bar dello Sport.

Libero di pensare quel che vuole, naturalmente. In una democrazia c’è la libertà di parola e di pensiero. Anche se qualcuno lo dimentica, in Italia si può essere fascisti. E anche comunisti staliniani, ovviamente. Sono vietate l’apologia di fascismo e la ricostituzione del Partito fascista. Non si vieta il pensiero, ma l’azione. Io non credo che il suddetto generale sia fascista. Ho il dubbio che non sappia neppure che cosa significhi. Forse non sa neppure che, se non fosse stato ucciso, persino Mussolini – secondo Costituzione – avrebbe potuto nel 1953 candidarsi alle elezioni ed essere eletto in Parlamento, se non processato e condannato per un reato previsto dal codice penale. Alcuni ex dirigenti del disciolto PNF lo sono stati. E nessuno ha potuto impedirglielo.

Ma veniamo al generale. Lui non dice nulla. Riparla ogni tanto del suo libro, lo presenta. E si ferma lì. Lascia intendere che ne sta scrivendo un altro. Un editore questa volta lo trova. Ma alla domanda fondamentale sulla sua volontà di lasciare l’Esercito e scendere in politica non risponde. Dice di parlare con chiunque, che vedrà, valuterà… Nel caso con quale partito? Ne fonda uno suo? Quando lo farà, valuteremo noi.

Per ora sono ipotesi, non notizie. Quella che gira di più è che potrebbe candidarsi con la Lega alle europee. Ma gira anche che, all’interno della Lega, i mal di pancia si sprecano. Ingombrante, il generale. Lui è convinto di rappresentare il pensiero dell’italiano medio. Io non ci credo molto. Puoi riempire le sale presentando il libro, ma prendere i voti è tutta un’altra cosa. Troppi sogni sono svaniti all’alba.
Gli italiani votano sempre meno, purtroppo. L’insofferenza è diffusa. Anche se la Germania è in recessione è l’Italia no. Peraltro la crisi tedesca non è una buona notizia. Comporta problemi anche per noi, per le esportazioni, per il sistema industriale. Tutto si tiene. Al bar possiamo spararle grosse, ma in politica paga poco. Non è un caso che gli ex grillini, pur esistenti, non sono neppure paragonabili ai loro bei tempi.
Può darsi che sbagli. Eppure sembrava che i bellicosi no vax potessero sfondare. Debbono accontentarsi di un paio di seggi in provincia di Bolzano.

Torniamo alla domanda senza risposta. Perché alcuni giornali stanno, di fatto, tirando la volata al generale? Se e quando si candiderà sarà giusto parlarne. Ma, per ora, è solo pubblicità gratuita. L’unica risposta che mi viene in mente è che si auspichi un successo del generale capace di sottrarre consensi ai partiti di governo, anche sotto forma di transumanze da uno all’altro. Una manovra politica, dunque, supportata da una stampa teoricamente indipendente e super partes ma, in realtà, strumento, magari non richiesto, di un’opposizione un po’ infantile, incapace di concepire un’offerta politica alternativa e credibile.

Non ho la sfera di cristallo. Dunque non so come finirà. Sono però certo che il generale in politica sarebbe una meteora dannosa per l’Italia. Non ce la meritiamo.

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