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Navi-taxi e umanità

Novembre 6, 20222

Migrazioni. Partiamo da un concetto fondamentale quanto banale: gli esseri umani si muovono. Come gli animali. Non per caso chiamiamo le rondini uccelli migratori. Si muovono anche i mammiferi. Lo fanno cercando acqua e cibo. In sostanza un habitat dove vivere meglio, o almeno sopravvivere. Lo fanno, da sempre, anche gli essere umani, anche solo per sfuggire a una carestia, per cacciare, scontrandosi con i residenti. Nei secoli lo hanno fatto conquistando, colonizzando. Non solo gli europei. Chi più, chi meno, gli uomini si muovono. Talvolta non volontariamente. Pensiamo agli africani venduti come schiavi. I “negrieri” razziavano i villaggi dell’Africa equatoriale. I razziatori erano anche europei, ma più spesso arabi. Anche con il sostegno dei sovrani locali, che si liberavano di un’etnia nemica.

L’idea che esistano etnie “pure” è falsa, salvo rari casi di abitanti di piccole isole, dove tuttavia erano arrivati da altrove. Razzie, stragi, genocidi fanno parte della storia dell’umanità. Ne consegue che le migrazioni non si possono impedire. Fare un processo alla storia è inutile. L’etica del dopo non aiuta. Importante è sapere e capire che è accaduto, accade e accadrà. Le migrazioni hanno creato il mondo presente, quello in cui viviamo, nel bene e nel male.

Non stiamo parlando dei “viaggiatori”. I viaggiatori partono, conoscono, talvolta tornano, talvolta no. Sono sempre esistiti ma sono marginali. Il nodo è lo spostamento dei popoli.

Da decenni il problema è la tendenza – cresciuta nel tempo – a spostarsi in massa da quello che veniva considerato “terzo mondo” sottosviluppato al “primo mondo” sviluppato, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Queste migrazioni, anche interne, hanno contributivo allo sviluppo del primo mondo. Senza gli immigrati meridionali il “triangolo industriale” italiano non sarebbe nato. Senza i minatori italiani in Belgio, senza gli operai italiani in Svizzera, in Francia, in Germania, quelle economie non sarebbero cresciute. Senza i cingalesi in Italia non ci sarebbe più allevamento di bovini. E via discorrendo.

Non è questo il problema. Il problema di oggi – non da oggi – è la migrazione economica dall’Africa verso l’Europa occidentale e verso l’America settentrionale. La grande migrazione verso l’America cominciò nel 1910 e crebbe dopo la Grande Guerra. All’epoca gli Stati Uniti accoglievano per “quote”. La quota degli italiani fu drasticamente ridotta. Comunque erano migrazioni gestite, regolari.

Ma restiamo a noi. La migrazione gestita è una cosa. La migrazione selvaggia è un’altra. Tecnicamente selvaggia, cioè senza regole, non di selvaggi, tanto per chiarezza. Una quota minoritaria di migranti fugge da guerre e persecuzioni, di vario tipo, anche religiose. Accogliere chi rischia la vita per essere se stesso è un obbligo etico. Può creare problemi di integrazione, ma non si discute.

Si deve invece discutere sulla migrazione selvaggia di persone che si spostano per ragioni economiche. Si spostano, molto spesso, inconsapevoli del fatto che l’Europa non è più quella di mezzo secolo fa. È solo un’illusione, un miraggio. Europa e Italia sono diventate incapienti. I migranti non lo sanno e ci provano, con ogni mezzo. Non lo fanno uscendo un giorno di casa e chiedendo al consolato italiano il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Lo fanno circuiti dai nuovi “negrieri”. Si fanno purtroppo convincere che di qua c’è il paese di Bengodi. Abbandonano tutto. Cercano di mettere insieme un gruzzolo per pagare il trasporto fino al Mediterraneo e poi gli scafisti. I quali scafisti non si preoccupano affatto di dove sbarcheranno i “passeggeri”. Gli scafisti, peraltro, sono a loro volta vittime di un sistema criminale. Dietro ci sono i commercianti di vite umane. Se in un naufragio muoiono anche gli scafisti per i vertici dell’industria delle migrazioni non è un problema. Altri saranno arruolati.

I moderni “negrieri”, però, sanno perfettamente che nel Mediterraneo operano le navi delle ONG. Il meccanismo è perverso. Scafisti e ONG svolgono lo stesso ruolo. Di fatto sono tassisti abusivi del mare. Entrambi sono consapevoli. I primi sono delinquenti. I secondi no, ma comunque svolgono un lavoro. Essenzialmente le ONG raccolgono fondi per armare navi e stipendiare gli equipaggi. I volontari non retribuiti sono, in buona fede, solo la bandierina buonista del traffico.

La legge del mare… Appunto, la legge del mare. In mare qualunque imbarcazione ha il dovere di soccorrere. Che sia militare, civile, peschereccio, da diporto, cargo, betoniera, a vela, a motore, ecc., non cambia. Anche in guerra la nave che affonda la nave nemica deve tentare di salvare l’equipaggio. E infatti navi “normali” hanno fatto sbarcare in questi giorni in Sicilia i migranti salvati. Ma le navi cosiddette “umanitarie” non sono lì per caso. Navigano avanti e indietro aspettando i “clienti”. Curioso che li trovino sempre. Molto curioso.

Poi cercano un “porto sicuro”. I porti libici, da quando la Libia è uno Stato fantasma, sono per definizione non sicuri. Quindi non possono tornare indietro. Non restano che Italia, Spagna, Cipro, Grecia e Malta. Cioè l’Europa mediterranea. La Francia è troppo lontana.

Questo è il nodo politico. Sappiamo che la maggioranza dei migranti abusivi non ha come obiettivo l’Italia. Sperano di sbarcare e poi salire a Nord, fino alla Scandinavia. Vale anche per i migranti “terrestri”, via Balcani. Cercano, poveri disperati, di raggiungere le loro comunità, le famiglie. È comprensibile, umano. Resta però da sciogliere il nodo dell’accoglienza. Accogliere – temporaneamente o definitivamente – significa garantire condizioni di vita decenti, integrazione, lavoro. E di questo non può farsi carico solo l’Italia, per non dire di Malta.

Non si tratta di sparare sui barconi. Si tratta di stabilire una politica unitaria dell’Unione Europea. A valle. Ma soprattutto a monte. Si tratta si stroncare il traffico abusivo all’origine. Si tratta di impedire ai moderni “negrieri” di fare i “negrieri”. A costo di trattare con tutte le fazioni libiche. Oltre che con Algeria e Tunisia. Le fazioni libiche hanno appoggi noti: Turchia, Russia, Egitto, Francia, USA. E persino la Cina, che da anni domina economicamente – quindi politicamente – molti Stati subsahariani. Si tratta, infine e soprattutto, di collaborare affinché nei paesi Africani si sviluppi una economia moderna, che non costringa le persone a tentare la fortuna rischiando la morte.
Vasto programma, certo. Ma finché parte dell’Africa sarà vittima di un neo-colonialismo occulto e di rapina, la situazione rischia di peggiorare. In ogni caso, una immigrazione regolare ci sarebbe. Ma non ci sarebbero i “negrieri”, né i loro collaboratori “umanitari”. Anche questa è un’illusione? Può darsi. Ma l’Italia non può limitarsi a subire. Dunque bene ha fatto il governo ha porre la questione. Delle navi ONG battenti bandiera tedesca o norvegese o quella che sia, gli Stati che concedono la bandiera devono occuparsi. Se non vogliono, revochino la bandiera. Senza fare le anime belle. Non lo sono. La Germania, in particolare, non lo è. Quanti profughi ucraini sta accogliendo? La Polonia molti di più. Comunque sono profughi di guerra, non economici. E qualche responsabilità la Germania ce l’ha nei rapporti con Putin. Anche l’Italia, per carità. Ma la Germania di più.

È un braccio di ferro? Si. Intanto sbarcano solo i migranti con i requisiti. Poi si vede. Le navi-taxi dicono che stanno finendo le scorte d’acqua e di cibo. Non credo che saranno lasciate alla fame e alla sete. Ma almeno le ONG stanno capendo che è cambiata l’aria. Facessero qualche telefonata, magari dalla Germania e dalla Norvegia qualche sostegno l’avranno. “Humanity 1” ha imbarcato 104 minori non accompagnati. Sono sbarcati. Magari il comandante ce lo spiega se e come li hanno trovati per caso.

Ps.

Rientrando dal Bahrein Papa Francesco ha detto che le vite umane devono essere salvate, ma l’Unione Europea “non può lasciare a Cipro, Grecia, Italia e Spagna la responsabilità di tutti i migranti che arrivano”.

Ogni commento è superfluo. Qui il resoconto del Corriere della Sera”

https://www.corriere.it/esteri/22_novembre_06/papa-francesco-migranti-l-italia-questo-governo-non-possono-fare-nulla-senza-l-accordo-l-europa-9c81a178-5df3-11ed-9d14-8ce45c5ff6bb.shtml

 

 

2 comments

  • Pier Roberto Merani

    Novembre 6, 2022 at 5:28 pm

    Perfettamente d’accordo!

    Reply

    • Gianni Scipione Rossi

      Novembre 6, 2022 at 5:38 pm

      👍

      Reply

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