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L’infamia e i pregiudizi

Dicembre 20, 20220

Ogni tanto capita che qualcuno mi chieda perché abbia scelto di parlare così spesso di ebrei. Proprio così mi dicono: “di ebrei”. Qualcuno “sospetta” che io sia in realtà ebreo. Non scherzo. Magari marrano, anche se non sanno che cosa significhi “marrano”. A domanda diretta rispondo che non sono ebreo ma che, se lo fossi, ne sarei orgoglioso. Così la chiudo lì.

In verità ne parlo perché mi occupo di politica e di storia contemporanea. Ed è quindi difficile non incrociare il tema ebraico, la storia dell’italianità ebraica, che dura da secoli e ancora continua. Nella nostra storia gli israeliti hanno occupato e occupano un posto importante, sotto il profilo culturale e politico. Sono parte del nostro passato, del nostro vissuto, parte di noi, non solo i “fratelli maggiori” dei cristiani. Quello è un tema religioso, che mi riguarda, ma ciascuno si tiene la sua religione, se crede, qualunque essa sia.
Poi ci sono state le leggi razziste del 1938, una frattura nella nostra storia. Il mondo è crollato loro addosso, e gli italiani non ebrei hanno fatto finta di niente. Molti quella storia neppure la ricordano, o non vogliono ricordarla, come fosse un episodio tra i tanti. Ricordare che cosa accadde e perché, e quante sofferenze ne sono derivate, ritengo sia fondamentale, perché l’antisemitismo non nasce e muore nel 1938, o nel 1945. Continua, strisciante, trasversale alle opinioni politiche, ad avvelenare le coscienze. Per combatterlo, l’unica arma che conosco – o che credo di saper usare – è la cultura, la storia.

Non serve più? Tutto è stato detto ed è solo noioso tornare in argomento? Non lo credo. Me lo confermano molti dei commenti all’intervento del presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella celebrazione della festa di Hannukkah, a Roma.

Ne cito solo uno, tratto dal canale YouTube del “Corriere della Sera” e non cancellato, per ora,  peraltro non anonimo: <Cosa non si fa per avere la benevolenza dei fondi di investimento ebraici, per non ottenere un giudizio negativo dalle agenzie di rating ebraiche, per ottenere soldi prestati a strozzo. Senza non si può governare in Occidente, e quindi tutti giù in ginocchio a piagnucolare davanti a Sion>.

Praticamente è la summa di tutto il pregiudizio antiebraico che cova sotto la cenere da secoli e non si riesce a estirpare. Siccome l’antisemitismo non è sconfitto, continuerò a parlarne. Anche a costo di sopportare alzate di spalle e domande idiote.

Per oggi, sono contento di registrare quanto accaduto a Roma. Non ne sono stupito, ma è un bel segnale. Questo è il resoconto dell’agenzia ANSA:

“Penso che sia estremamente prezioso ricordare che senza quello che ci definisce e che da profondità alle nostre esistenze, non possiamo avere né la forza né la consapevolezza né le ragioni giuste per affrontare adeguatamente le sfide. Il popolo ebraico l’ha sempre saputo, più di tanti altri e questa è la ragione per cui la sua identità e le sue tradizioni sono ancora così vive ed è stata proprio questa capacità che ha reso il popolo ebraico così resiliente, pur avendo attraversato tante difficoltà e atrocità, compresa l’ignominia della leggi razziali, per quello che ci riguarda”.

L’ha detto la premier Giorgia Meloni alla cerimonia per la festa ebraica Hannukkah, in corso al museo ebraico di Roma.

Altro grande insegnamento è che l’identità non è escludente: il fatto di essere fieri delle nostre tradizioni non ci impedisce di contaminare e contaminarci. Questa è l’altra grande forza che voi rappresentate, perché siete parte fondamentale dell’identità anche italiana.
Il vostro valore aggiunto è diventato parte di quello che tutti siamo”. Così la premier Giorgia Meloni rivolgendosi alla comunità ebraica durante la cerimonia per la festa dell’Hannukkah, in corso al museo ebraico di Roma. E ha continuato: “Questo significa che l’identità non esclude ma è qualcosa che aggiunge, che rafforza tutti. In fondo la parola rispetto deriva dal latino ‘respicere’ che significa guardare in profondità: solamente quando sono consapevole di chi sono, guardo senza paura a quello che ho intorno”.

Tutte le tenebre del mondo non possono spegnere la fiamma di una candela dove quella fiamma è una speranza, è la nostra capacità di credere che ciascuno di noi, nel gesto più piccolo o grande, può fare la differenza. E’ un insegnamento straordinario, oggi abbiamo bisogno di quella piccola luce e speranza. Io provo così ogni giorno a vivere il mio incarico, cercando di fare quello che delle volte sembra che ‘non riusciremo, falliremo..’. Invece, bisogna continuare a credere che si possa riuscire”. Così la premier Giorgia Meloni alla cerimonia per la festa ebraica Hannukkah, in corso al museo ebraico di Roma. Quindi, passando “dal sacro al profano” ha citato come esempio la “vittoria” dell’Italia sulla battaglia europea per imporre un tetto al prezzo del gas.

Vengo qui con una piccola, grande vittoria, più grande che piccola: siamo riusciti in Europa a spuntarla sul tetto del prezzo del gas. E’ una battaglia che molti davano per spacciata e l’abbiamo portata a casa. La volontà e la consapevolezza parte sempre da una cosa: essere consapevole di chi sei ed essere fiero di chi sei. Quando hai quella consapevolezza, hai la capacità di raccontare qualcosa di più e di insegnare e di imparare dagli altri” ha detto la premier . “Il viaggio in Israele non è calanderizzato ma sarà uno dei prossimi viaggi che farò, speriamo nei primi mesi del prossimo anno”. Così la premier Giorgia Meloni a margine della cerimonia per la festa dell’Hannukkah a Roma.

Presidente Meloni, ho apprezzato molto le sue parole nel discorso di insediamento e alla cerimonia per i giornalisti ebrei espulsi dall’Ordine. Non perché non conoscessi le sue posizioni già da prima che ricoprisse questo incarico ma perché ritengo che nel suo ruolo di presidente del Consiglio, queste parole contribuiscano a contrastare definitivamente le ambiguità che in una parte del Paese sono ancora presenti sul fascismo e sulle sue responsabilità”. Così la presidente della comunità ebraica, Ruth Dureghello rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni durante la festa ebraica Hannukkah al museo ebraico di Roma.

 

 

 

 

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