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I gelati di Hoara

Giugno 28, 20220

Giuro, fino a ieri non avevo idea di chi fosse Hoara Borselli. Mai sentita nominare. Santa Wikipedia mi assicura che sia nata a Firenze nel 1976 (ma sembra in realtà a Viareggio) e che sia conduttrice televisiva, attrice, ex modella. Oltre che ex fidanzata di Walter Zenga. Altre fonti la segnalano come “opinionista”. Giustamente, se sei opinionista devi esprimere opinioni. E lei si impegna in questo campo. Cosicché tre giorni fa ha twittato un ricordo personale, con lo scopo etico – immagino – di ammonire ed “educare” i giovanissimi. Forse si riferiva alla ragazza ventiduenne di Scampia che ha rifiutato un lavoro da commessa a 280 euro al mese per 10 ore al giorno… <A 15 anni in estate – ha scritto – alcuni giorni lavoravo in un bar mentre i miei amici andavano al mare. Poche ore, dalle 12 alle 16. Finito il turno mi regalavano un gelato e se andava bene delle patatine. Si parte sempre dal basso ragazzi. Sacrificio e ‘fame’>.

Si è scatenato un putiferio. Un’ex compagna di classe l’ha smentita. In tanti hanno condannato la retorica del sacrificio. Poi lei ha impugnato ancora la tastiera: <Scrivere che per divertimento a 15 anni lavoravo in un piccolo bar sulla spiaggia, senza obblighi, impegno, ma solo voglia di imparare qualcosa in cambio di gelati ha sollevato clamore. Ragazzi se è per questo ho fatto pure 2 anni di radio a rimborso spese. Così vi scatenate>.

Ora, che da giovani si debba faticare non c’è dubbio. Assicuro che anch’io, da studente, ho lavorato al nero. Non a quindici anni, però. Sono stato fortunato… Ai suoi 15 anni si era in Italia nel 1991, non nel 1911, quando per legge i datori di lavoro dovevano retribuire in modo diverso uomini, donne e bambini. Diciamo che è passato del tempo, che la società è per fortuna cambiata, e anche la percezione del lavoro minorile. <Di giorno lavoravo e di sera frequentavo i corsi dell’Accademia di Brera per imparare a disegnare e incidere>, raccontava Leonardo Del Vecchio. Aggiungendo: <Quel periodo e il rapporto con i miei maestri mi hanno lasciato alcuni importanti insegnamenti: la disciplina, il metodo e le competenze che mi avrebbero poi consentito di avviare>. Ecco, su questo si può ragionare. Fatica, impegno, così è la vita. E se qualche adolescente di oggi non lo capisce lo imparerà a sue spese. Con qualche conseguenza negativa per la società italiana, purtroppo.

Ma siamo sicuri che l’opinionista Hoara questo concetto volesse esprimere con un tweet? O ha semplicemente sbagliato a esprimersi, chiamando “lavoro” quello che poi ha precisato essere un gioco? Ma se era un gioco di ragazzina l’esempio non calzava. Anche oggi si può diventare apprendisti con contratto a quindici anni. E non è un gioco. È, appunto, un lavoro. O è l’uno o è l’altro. Siccome il tema è delicato, la sortita della Hoara su lavoro nero, gioco, gelati e patatine una cosa dimostra: la sua totale incapacità di esprimere un concetto. Come “opinionista” – ammesso che esprimere opinioni lanciando parole a caso nel vento sia una professione – è un fallimento totale. Forse conviene che ricominci a fare l’attrice. Almeno reciterebbe concetti altrui. Mi viene però il dubbio che aspiri a qualcosa di più. Non ci voglio pensare. O tempora o mores…

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