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Politica e favole…

Giugno 30, 20220

Le cronache politiche dei giornali talvolta sarebbe meglio saltarle a pie’ pari. Per non intristirsi. Per autodifesa. Perché ormai sono una raccolta di paradossi. Tanto ormai siamo tutti perfettamente consapevoli che il governo Draghi non cadrà. E che, di conseguenza, ogni ipotesi di chiusura anticipata della legislatura è di tipo lunare. Non c’è bisogno di essere acuti analisti per capirlo. Mai dire mai, certo, ma insomma…

Le quotidiane cronache degli umori di Conte Giuseppe lasciano il tempo che trovano. Al massimo possono risultare divertenti. Sembra che ora sia offeso con Draghi, al quale avrebbe ricordato di essere solo un presidente del Consiglio “tecnico”. Lui, Conte Giuseppe. Quello dei decreti a raffica. Quello dell’occupazione permanente degli spazi televisivi. Quello che, a definirlo presidente del Consiglio per caso, gli si fa un complimento. Ma purtroppo definirlo “tecnico” non si può. Tecnico di che cosa si dovrebbe poter spiegare.

In fondo è divertente anche qualche intervista. Scegliendo a caso, una concessa – immagino con ritrosia – dal ministro Renato Brunetta al “Corriere della Sera”. Il quale Brunetta sostiene che su un programma riformista – che definisce agenda Draghi-Mattarella – in Parlamento <c’è già una maggioranza solida e molto ampia>. Ampia, d’accordo. È un fatto numerico. Solida? Proprio solida? A me sembra un’offesa all’intelligenza dell’italiano medio, normale. Quell’italiano che segue la politica di sfuggita, e che magari non va a votare proprio perché stanco di sentirsi raccontare barzellette. Comunque Brunetta da tale solidità fa discendere due necessarie conseguenze. Non una, ben due. La prima: il bipolarismo deve essere archiviato perché “bastardo”. Tanto bastardo che lui può essere parte di un governo multicolore che godrebbe di una solida maggioranza. La seconda: <A gennaio, dopo aver approvato una legge di bilancio seria e responsabile>, si deve cambiare la legge elettorale, e fare un bel proporzionale con sbarramento. Quale sbarramento – 2, 3, 4, 5% – non lo dice. Però è certo che sarebbe varata, <seguendo la stessa onda che ha portato alla rielezione di Mattarella>.

A parte il paradosso dei continui richiami a Mattarella, anche per abolire il Mattarellum, la più grande preoccupazione di Brunetta è tornare al proporzionale, in modo da ricostruire nel prossimo Parlamento la solida maggioranza draghiana, con Draghi o senza Draghi. Ma, se questa maggioranza è così solida, ampia e coesa sull’agenda Draghi-Mattarella, perché mai i partiti che ne fanno parte non formano un fronte unico, un’alleanza elettorale? Pd, Fi, quel che resta dei 5S, centristi vari, ed è fatta. Che cosa ci vuole, in fondo? Brunetta potrebbe offrirsi come federatore… Io già lo vedo il popolo marciare felice…

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