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Sciacalli

Ottobre 3, 20222

Nell’immediato ho pubblicato un post sintetico: <Sciacalli. Hanno toccato il fondo. La mia totale solidarietà a Giorgia Meloni>. Volevo, dovevo, mi sentivo moralmente obbligato a manifestare pubblicamente la mia indignazione per quel che era accaduto. Speravo che la cosa finisse lì. Invece non è subito passata nell’archivio delle idiozie pubblicate dai giornali e sui social. Allora, a mente fredda, voglio tornarci su.

In sintesi i fatti sono questi. Giorgia Meloni vince le elezioni ed è la naturale candidata a guidare il nuovo governo. Commenti pro e contro sulla stampa internazionale. Visti da destra, visti da sinistra. Noto sulla stampa estera una assoluta ignoranza della destra italiana. Mi chiedo come passino il tempo i corrispondenti da Roma. Ma, in fondo, è un problema loro. Voltiamo pagina.

Nel frattempo, su un quotidiano spagnolo, esce un articolo sul padre – peraltro scomparso – di Giorgia Meloni, che fu condannato, quasi trent’anni fa, per traffico di droga. Non è elegante, ma ci sta che un piccolo giornale cerchi lo scoop a ogni costo. Anche se è notissimo che il padre biologico della Meloni lasciò la famiglia e andò a vivere nella Canarie quando la figlia aveva un anno. Abbandonò dunque la moglie e le due figlie. Accade. Meno frequente è che il padre divorziato si disinteressi totalmente dei figli.
Giorgia Meloni, anche nel suo libro politico- autobiografico – Io sono Giorgia – , ha ricordato di averlo visto pochissime volte e di consideralo un estraneo. Una storia di dolore, certamente. Che meriterebbe solo comprensione e silenzio.

Comunque, lo “scoop” rimbalza in Italia. E non solo. Una notizia. Niente di più. Finché la palestinese di cittadinanza italo-israeliana Rula Jebreal se ne esce con un tweet. Eccolo:<Durante la sua campagna, Giorgia Meloni la nuova premier italiana, ha promosso un video di uno stupro implicitamente dicendo che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituitre i cristiani bianchi. “Ironicamente il padre di Meloni è un noto trafficante di droga condannato, che ha passato del tempo in carcere” ha scritto su Twitter>. 

A parte il fatto che il significato “implicito” di quel video è solo nella testa della Jebreal, il riferimento “ironico” alla vita disgraziata del padre della Meloni è moralmente ignobile. Avesse anche vissuto con la famiglia che invece abbandonò, che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli è un principio base di civiltà. Dunque la sortita della Jebreal è eticamente ignobile. Giustamente Giorgia Meloni ha reagito annunciando di querelarla. E, poi, ha persino cercato di atteggiarsi a vittima. Vittima? Non scherziamo.

La risposta migliore a una Jebreal – si può immaginare con quanta sofferenza – è toccata darla alla madre di Giorgia Meloni, Anna Paratore: <Dopo che per anni ho sopportato i peggiori insulti nei confronti di Giorgia, bugie e mistificazioni di tutti i tipi, calunnie vergognose che, detto per inciso, se in Italia sei di destra non riesci nemmeno a far condannare in un’aula di tribunale, sono davvero stufa. La mia storia con il padre delle mie figlie non è materia pubblica, così come non credo lo sia la vita di un uomo che è mancato già da svariati anni. L’ultima volta che le mie bambine e io lo abbiamo incontrato, è stato in un lontano pomeriggio intorno al 1988, a Villa Borghese, un giardino pubblico romano, dove Francesco Meloni aveva chiesto di rivedere le sue figlie dopo che da circa 5 anni non avevano sue notizie. Dopo di allora, il vuoto assoluto. Per quello che ne sapevamo noi, poteva essere morto, o felicemente vivo in qualche parte del mondo. Lui non cercava le figlie, le figlie non hanno mai cercato lui>. La signora Paratore ha anche ricordato che quando la Meloni diventò vicepresidente della Camera, il padre la cercò, ma lei non volle saperne. Una fortuna, aggiunge, <visto ciò che sta accadendo in queste ore, quando una pseudo giornalista si permette di cianciare su mia figlia utilizzando un padre che a Giorgia è costato solo lacrime, e da cui non ha mai avuto il sollievo di una carezza o di un bacio, per non dire un piatto di minestra. Si vergogni questa signora che attribuisce a Giorgia parole mai pronunciate, concetti violenti e stupidi mai partoriti soprattutto perché, a differenza di tanti bei faccini che fanno carriera sgomitando o grazie ad amicizie importanti, mia figlia scema non è e quando parla sa ciò che dice>. Brava, signora!

Ma la Jebreal ancora insiste. Fa la vittima. Insomma è in cerca di una nuova fama. Fama che stava perdendo dopo quel monologo sul “femminicidio” letto al Festival di Sanremo del 2020, in cui ricordò la madre suicida. Non mi piacque. Ma nessuno mi può accusare di solidarizzare con chi uccide, in qualunque contesto. È che proprio non mi piace il modo in cui la Jebreal affronta qualunque questione. Se la incontrassi glielo direi in faccia. Non ne ho l’opportunità, e quindi lo dico qui.

D’altra parte l’ho incontrata una sola volta. Il 30 aprile del 2008, nello studio televisivo milanese nel quale Gad Lerner conduceva “L’infedele”. Tema: “Ma cosa vogliono questi ebrei”. Mi invitano. Sono perfettamente consapevole di essere invitato come “foglia di fico”. Gli serviva un ospite considerato filo-israeliano di destra. Comunque ci vado. Riesco a parlare poco. Tanti ospiti, grande confusione. Dell’intervento della Jebreal condivido zero. Ma i talk son fatti così. E finisce lì. Con un taxi condiviso verso l’aeroporto. E poi ognuno per la sua strada. Nonostante la non condivisione, sono stato gentile. Se mi capiterà di rincontrarla – mi sembra difficile – non lo sarò. Una persona come lei non merita gentilezze, neppure quelle formali che derivano dall’educazione familiare. Rula Jebreal è una sciacalla. Ben vestita, ma sciacalla. Del genere, per di più, delle donne che odiano le donne. E gli sciacalli umani meritano molto meno rispetto degli sciacalli veri.

Tanto per far capire chi era e chi è Rula Jebreal, rimando a questo profilo scritto da Filippo Facci, che faccio mio.

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/33295230/rula-jebreal-filippo-facci-prezzemolina-arrogante-ritratto-indiscreto.html

2 comments

  • Cesare Manfroni

    Ottobre 3, 2022 at 2:37 pm

    Caro Gianni, se non fosse resto di appropriazione indebita , Ti chiederei cortesemente di aggiungere la anche mia firma , ovviamente dopo la tua, su quello che scrivi.
    Condivido totalmente quello che scrivi e ritengo che se si è rispettosi della veritá i tuoi “argomenti” e le tue valutazioni non possano non essere condivisi !
    Le tue considerazioni sono talmente inattaccabili che potrebbero essere , anzi dovrebbero, un esempio di come prevale la ragione sul pregiudizio e sulla faziosità !!!!! Complimenti . Sto diffondendo i tuoi scritti nella cerchia degli amici e tutti apprezzano , anche chi invece.i pregiudizi seguita a coltivarlI !! COMPLIMENTI

    Reply

    • Gianni Scipione Rossi

      Ottobre 3, 2022 at 2:55 pm

      Caro Cesare, condividere e’ come firmare. Grazie. Più gira meglio e’. Un abbraccio

      Reply

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