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Lo scrigno della memoria

Marzo 14, 20230

Pur avendolo frequentato, è sempre un’emozione entrare all’Archivio Centrale dello Stato. L’edificio, all’Eur, è imponente. Forse non bellissimo, ma non è questo che conta. Conta la sensazione di immergersi nella storia. Perché la storia si fa partendo dai documenti, dalle carte. Che sono naturalmente conservati in molti archivi, pubblici e privati, in tutta Italia. Ma l’ACS ha qualcosa di più. È il cuore della memoria, sì dello Stato italiano, nella sua evoluzione, ma forse soprattutto della nazione Italia . Questa sarà, credo, la sensazione che proverà chi vorrà, a partire dal 22 marzo, visitare il percorso museale allestito nel cuore del palazzo, camminando tra le teche, circondate da faldoni archivistici.


Mi ha fatto piacere partecipare all’inaugurazione di questa iniziativa – Lo scrigno della memoria – veramente meritoria, che consente un tuffo nel passato. Sarà utilissima per gli studenti, ma anche per gli adulti curiosi, non necessariamente specialisti. Naturalmente l’allestimento è una sintesi, ma rende bene l’idea della complessità del percorso che l’Italia ha affrontato dal Risorgimento ai giorni nostri. Basti dire che in esposizione sono uno dei tre testi originali della Costituzione della Repubblica, il telegramma “Obbedisco” di Garibaldi al generale La Marmora, l’elenco dei Mille di Marsala, i documenti sulle leggi razziali e materiali sulle stragi che hanno insanguinato l’Italia dal finire degli anni 60 agli anni 80.

Documenti, cimeli, materiali bibliografici e audiovisivi restituiscono in modo plastico il senso della storia. Che è fatta di ombre ma anche di luci. Per esempio, nel secondo dopoguerra, l’Autostrada del Sole fu costruita rapidamente. Un successo che si tende a rimuovere. E qui se ne dà conto. C’è molta storia politica nei faldoni dell’ACS, grazie anche agli archivi personali di Agostino Depretis, Francesco Crispi, Giovanni Giolitti, Vittorio Emanuele Orlando, Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Pietro Nenni, per citarne qualcuno. Ma non solo storia politica. Ci sono, ben rappresentati nello “scrigno”, lo sviluppo sociale, economico, sociale e culturale.
Non va dimenticato che l’ACS è tra i più grandi archivi del mondo: attualmente la documentazione ha una consistenza di circa 160 chilometri lineari. Un patrimonio immenso, naturalmente a disposizione degli studiosi, dei ricercatori. Con questa mostra anche il semplice appassionato potrà rendersi conto di che cosa significhi toccare con mano più di 150 anni di Italia. Grazie al prezioso lavoro del soprintendente Andrea De Pasquale, del Comitato scientifico guidato da 
Guido Melis, con Giovanni Belardelli, Carlo M. Fiorentino, Marina Giannetto, Antonella Meniconi, Giovanna Tosatti, e di tutti i loro collaboratori.

Per saperne di più, e magari programmare una visita, qui tutte le informazioni:

https://acs.cultura.gov.it/lo-scrigno-della-memoria/

 

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